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Annotazioni Lineatrad


Il magazine Lineatrad smette di pubblicare a tempo indeterminato, in attesa di una ristrutturazione interna associativa.
Questa ristrutturazione dovrà necessariamente basarsi sull’arrivo di sponsor in grado di investire risorse economiche e logistiche affinché il progetto possa riprendere efficacemente, pertanto il sito internet lineatrad.com fino alla fine del 2017, pubblicherà sporadicamente notizie riguardanti la TV.
Invece il sito lineatrad.eu riguardante la televisione web è attivo, esclusivamente con la programmazione dei festival partner Lineatrad ed eventi speciali dall’archivio storico.
CHI VOLESSE SOSTENERE LA MIA ATTIVITA’ DI GRAFICO, POTREBBE PROCURARMI QUALCHE LAVORO SULLA PAGINA “ARTI GRAFICHE”

I motivi per cui il progetto Lineatrad è sospeso sono i seguenti:
1) la massificazione dell’informazione becera sui social network, Facebook innanzitutto. Su quella infame piattaforma ormai ci bazzicate tutti; postate tutte le minchie morte dell’universo che vi circonda, e vi risparmio i dettagli per compassione.
2) alcuni collaboratori di Lineatrad hanno sfruttato il media per promuovere esclusivamente la propria attività, trascurando la scena musicale folk nel suo complesso. In diversi casi è stato usato l’accredito stampa di Lineatrad per entrare gratis ai festival e concerti, senza la consegna della cronaca da pubblicare: i responsabili sono stati radiati immediatamente ma il comportamento opportunista di certe persone è un tradimento della fiducia a loro accordata.
3) la mancanza di interesse da parte dei discografici di promuovere artisti di cui ormai stampano gli album in tiratura limitatissima. Di fatto sono retrocessi a semplici “stamperie”.
4) l’assoluta mancanza di tempismo nella comunicazione dei programmi di festival e rassegne (anche da parte di alcuni nostri partner!). I comunicati stampa che arrivano pochi giorni prima dell’evento, non si possono pubblicare su una rivista che esce ogni mese.

Io ho in definitiva dedicato tanti anni a diffondere, del tutto gratuitamente, informazioni sul mondo della musica folk, ma sono profondamente deluso della mancanza di serietà da parte di molti operatori del settore. Sono sereno e convinto di aver fatto tutto quello che potevo per un progetto in cui credevo (non dimenticate che da due anni sono esodato senza stipendio, e mia moglie mi aiuta economicamente).
Alla faccia di quei musicisti (soprattutto folk) che si considerano “professionisti” ma vivono di elemosina con il crowdfunding tipo musicraiser; io credo che se hai talento riesci comunque ad emergere: se non ci riesci cambi mestiere!!
Forse è per questo motivo che negli anni ’70 e ’80 sentivamo tanta buona musica e leggevamo tante belle riviste: la gente stava al suo posto, esisteva un ruolo, una professione, nella società. Adesso è tutto massificato e peggiorato; tutti sanno (o vorrebbero) fare tutto, la competizione è tra musicisti che fanno i produttori di eventi, musicisti che fanno i discografici, musicisti che fanno i giornalisti, musicisti che fanno le agenzie, e musicisti che infine fanno accattonaggio con musicraiser & C.
Allora noi che vorremmo fare i giornalisti di mestiere a che cosa serviamo? A cosa servono tutte le altre professionalità?
Il denaro passa ormai solo direttamente dalle mani degli ascoltatori a quello dei musicisti, a cappello, tutto il resto è merda.
Quando il “fai da te” impera, manovrato dalle multinazionali dell’informazione, vuol dire che il processo è irreversibile, vuol dire che vi siete bevuti il cervello e non credete più alla qualità della proposta ma all’autorevolezza e potenza mediatica dell’interlocutore che vi ammaestra.
Allora potrei aggiungere tante altre facezie ma rischierei di annoiarvi ulteriormente, per cui mi commiato da voi e vi auguro fortuna perché ne avrete bisogno, visto che per logica siete destinati a fare la triste fine dei burattini manovrati dall’alto. Peccato, meritavamo tutti qualcosa di meglio.